L’autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato le nuove linee guida sulla valutazione del rischio, per la salute umana e animale, delle applicazioni delle nanoscienze e delle nanotecnologie nella catena alimentare. Parliamo di alimenti, materiali che con gli alimenti vengono a contatto, additivi alimentari e per mangimi e pesticidi.

Cosa sono le nanotecnologie? Oggi gli scienziati riorganizzando gli atomi di un oggetto possono produrre nuovi nanomateriali. In campo alimentare questo si può tradurre nella creazione di prodotti più vantaggiosi e sicuri per la salute e l’alimentazione. Il nano-argento, ad esempio, ha proprietà antibatteriche che si possono utilizzare nei materiali a contatto con gli alimenti come i taglieri. Negli integratori alimentari i nano-trasportatori aumentano l’assorbimento delle sostanze nutrienti.

E ancora: i nano-sensori incorporati nelle confezioni ci permettono di monitorare la qualità e il periodo di conservazione dei cibi.
Inoltre possono anche rendere i cibi più gustosi e più sani. Dividere un grano di sale in nano-granelli, per esempio, consente di aumentarne la superficie: così il cibo avrà bisogno di molto meno sale rispetto a quello che usiamo di solito per essere gustoso come piace a noi.

Tuttavia sorge un problema: bisogna essere sicuri che le nanotecnologie negli alimenti non nuocciano alla salute, quindi i nanomateriali ingegnerizzati nei cibi vanno valutati in termini di sicurezza. E qui scende in campo l’EFSA appunto, per valutare l’impatto delle nanotecnologie alimentari sulla salute di uomini e animali e sull’ambiente.

Le nuove linee guida EFSA aggiornano le precedenti del 2011 alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici e degli studi scientifici degli ultimi anni. Si propongono appunto di aumentare la sicurezza degli utenti, dotando i valutatori del rischio di strumenti più adeguati per valutare la sicurezza di alimenti, additivi alimentari e per mangimi e pesticidi.

Ora inizia una fase sperimentale, a cui seguirà la pubblicazione della versione finale delle linee guida, che dovrebbe arrivare a fine 2019. “La pubblicazione di questa guida è molto tempestiva – afferma Reinhilde Schoonjans, scienziato dell’Efsa che si occupa di valutazione del rischio -, perché offre ai richiedenti gli strumenti di cui hanno bisogno per predisporre con completezza le proprie domande di autorizzazione in tema di nanotecnologie e dota i valutatori del rischio come l’Efsa di strumenti adeguati per valutarne la sicurezza”.

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